Ritorno al Presente (riflessioni post-Peniche)

"Ognuno dovrebbe confrontarsi con l'oceano..
Donarsi all'infinito, all'eterno, perdersi cercando l'orizzonte..
Non ho mai avvertito un silenzio così pieno, una calma così energetica.
Respiro la luce, assaporo l'immobilità, mi lascio sfiorare dell'infinito, osservo il freddo, ascolto la serenità."


Trovai un post-it con scritte queste parole disfacendo la valigia e cercando di rimettere in ordine le idee, dopo quegli otto giorni in una realtà parallela.
Lo avevo scritto una sera, a Peniche, su uno scoglio quasi impraticabile, momentaneamente lontana dal resto de gruppo. 
Era la prima volta che avevo una vista così ampia dell'oceano e non potei fare a meno di imprimere quel ricordo su carta.

 Ora invece, ero seduta a terra, sul parquet di camera mia, e rimpiangevo il linoleum e la scarsa privacy della camerata in cui ero stata; mi mancava il chiacchiericcio in lingue incomprensibili, il tenere la vita compressa in una valigia, le notti passate  praticamente sempre in bianco.
Mi mancava la chitarra perennemente in sottofondo, le canzoni vagamente intonate e le passeggiate lungo la riva dell'oceano.
Quasi sentivo ancora l'odore della salsedine sulla pelle, il sapore dei cibi che avevo provato, il calore degli abbracci d'addio.
Cosa mi rimaneva realmente di tutto ciò?
Foto da recuperare, ricordi da ricostruire, emozioni da archiviare.

Mi stesi, il pavimento riuscì istantaneamente a rinfrescare le mie braccia ancora arrossate dal sole portoghese, ma non le mie idee.
Pensai nuovamente a cosa avevo guadagnato.
C'era qualcosa che era cambiato lievemente, ma in profondità, ma non sapevo esattamente cosa.
Il vivere in un ambiente così aperto e multiculturale, mi aveva toccata; e ora non mi bastava più essere nel mio paese, nella mia casa... nonostante fino a un giorno prima scalpitassi per un po' di riservatezza,  la mia libertà personale e una doccia calda.
Allungai una mano e frugai ancora nella borsa, trovando lo scontrino di due caffè e due strane conchiglie, che erano state vistosamente danneggiate dal mare e dal tempo.
 Non potei fare a meno di sorridere e riporli accuratamente nella scatolina dei ricordi, insieme a tutti quei piccoli oggetti inutili, legati a bellissimi momenti.

Il tempo scorreva di nuovo normalmente, e dovevo riabituarmi al silenzioso frastuono tutto italiano.

Commenti

Post più popolari